THE GAT BLOG GO. “Visto da vicino nessuno è normale” (F. Basaglia)
Bookification
La Catification implica la Bookification. Solo leggendo i numerosi manuali di identificazione felina si potrà pervenire alla Provocazione finale: “I am a Cat” lo illustra chiaramente; il viaggio solitario dell’Umano verso la trasformazione finale. Il distacco dal mondo nel mondo, mangiando patatine fritte e sognando salti e balzi leggiadri, sospirando sul proprio trono-divano, senza accusare nessun problema di schiena, di reflusso gastroesofageo o di colesterolo (by Ezio)
AZIONE E FUGA (Kafkismi felini)
Un uccello mi beccava le zampe. Aveva già strappato un po' di pelliccia e la pelle dell’orecchio. Un signore che passava di lì si fermò a guardare e mi chiese perché tollerassi quel tormento. Non seppi rispondere perché ero stanco, era l'inverno (freddo, fame, strade deserte). L'uomo si offrì di andare a prendere il suo fucile per abbattere la bestia. "Puoi resistere ancora un momento?" chiese. Feci un cenno con la coda, indicando che avrei atteso. L'avvoltoio, che aveva ascoltato tutto, comprese che il tempo stava per scadere. Decise di sferrare il colpo decisivo: si sollevò in aria, descrivendo un ampio arco sopra di me, pronto a scendere in picchiata per trafiggermi attraverso la gola.
Ma io ero pur sempre un gatto, pensai. Avevo quel continuo fastidio all'occhio, il dolore soffocato dell'orecchio (una cicatrice mi aveva reso più indifferente al dolore in quel punto) e tanta fame, l’ho detto, ma le gambe erano ancora forti. Mentre l'avvoltoio si lanciava, agile e credo anche bello come certe femmine umane che saltano e danzano - su uno schermo, davanti al Ristorante del Carlino - ecco un balzo verso l'alto.
La vittoria fu fulminea: a mezz'aria, le mie unghie scattarono fuori, più letali del becco del predatore. Afferrai l'avvoltoio per il collo, lui l’Ingenuo, la Bestia Superba - e debbo dirvi che di questo genere ne ho incontrate moltissime di creature - e soffocai il suo grido prima che potesse toccarmi. Cademmo insieme, ma io atterrai agilmente sulle quattro zampe, mentre l'uccello giaceva al suolo. Allora guardai verso il ponte dove il traffico era immenso e mi incamminai verso il sole della primavera.
Esistere psichicamente (Zanzotto, da Vocativo, 1957)
Da questa artificiosa terra-carne
esili acuminati sensi
e sussulti e silenzi,
da questa bava di vicende
– soli che urtarono fili di ciglia
ariste appena sfrangiate pei colli –
da questo lungo attimo
inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,
da tutto questo che non fu
primavera non luglio non autunno
ma solo egro spiraglio
ma solo psiche,
da tutto questo che non è nulla
ed è tutto ciò ch’io sono:
tale la verità geme a se stessa,
si vuole pomo che gonfia ed infradicia.
Chiarore acido che tessi
i bruciori d’inferno degli atomi e il conato
torbido d’alghe e vermi,
chiarore-uovo
che nel morente muco fai parole
e amori
Il corvo (by Ezio, Memoria)
Padre dal sorriso gigante
corvo diabolico
delle mie guardinghe
spalle
silenzioso e solo
sospiri uno stornello
di storie pazze
Nuvole balzanti (by Ezio il Poeta)
Nuvole dense.
I sogni vanno errando.
È primavera.
